VNG [c. 124]
quale mi condusse a tanta debolezza, che mi convenia stare come coloro li quali non si possono muovere.
[2] Io dico che nel nono giorno, sentendome dolere quasi intollerabilemente, a me giunse uno pensero, lo quale era della mia donna.
[3] E quando èi pensato alquanto di lei, e io ritornai pensando alla mia deboletta vita; e veggendo come leggiero era lo suo durare ancora che sana fosse, cominciai a piangere fra me stesso di tanta miseria. Onde sospirando forte dicea fra me medesimo: «Di necessitade conviene che la gentilissima Beatrice alcuna volta si muoia».
[4] E però mi giunse
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