VNG [c. 139]
e dêi aver pietate e non disdegno. |
Vedi che sì desideroso vegno |
d'esser de' tuoi, ch'io te somiglio in fede. |
Vieni, che 'l cor te chiede”. |
[28]
Poi mi partia, consumato ogni duolo; |
e quand'io era solo |
dicea, guardando verso l'alto regno: |
“Beato, anima bella, chi te vede!”. |
Voi mi chiamaste allor, vostra merzede». |
[29] Questa canzone à due parti. Nella prima dico parlando a indiffinita persona come io fui levato d'una vana fantasia da certe donne, e come promisi loro di dirla; nella seconda dico come io dissi a·lloro. La seconda comincia quivi Mentr'io pensava.
[30] La prima parte si divide in due. Nella prima dico quello che certe donne, e che una sola, dissero e fecero per la
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