VNG [c. 206]
saputa pur dal misero che la sentia, propuosi di fare uno sonetto e di comprendere in esso questa orribile conditione; e dissi questo sonetto, lo quale comincia L'amaro lagrimare ed à due parti.
[4] Nella prima parlo agli occhi miei sì come parlava lo mio cuore in me medesimo; nella seconda rimuovo alcuna dubitatione, manifestando chi è che così parla: e comincia questa parte quivi Così dice.
[5] Potrebbe bene ancora ricevere più; divisioni, ma sariano indarno, però ch'è manifesto per la precedente ragione.
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«L'amaro lagrimar che voi faceste, |
oi occhi miei, così lunga stagione, |
faceva lagrimar l'altre persone |
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