VNG [c. 77]
parole. E però non è bene a me di dichiarare cotale dubitatione, acciò che lo mio parlare dichiarando sarebbe indarno overo di soperchio.
[Capitolo 8]
[1] Apresso la nova transfiguratione mi giunse uno pensamento forte, lo quale poco si partia da me, anzi continuamente mi riprendea, ed era di cotale ragionamento meco: «Poscia che tu pervieni a così dischernevole vista quando tu se' presso di questa donna, perché pur cerchi di veder lei? Ecco che tu fossi domandato da·llei, che avresti tu da rispondere, ponendo che tu avessi libera ciascuna tua vertute in quanto tu le rispondessi?».
[2] E a costui rispondea un altro, umile, pensiero e dicea: «S'io non perdessi le mie vertudi, e fossi libero tanto che io le potessi rispondere, io le direi che sì tosto come io ymagino la sua mirabile bellezza, sì tosto
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