VNG [c. 80]
Peccato face chi allora mi vede, |
se l'alma sbigottita non conforta |
sol dimostrando che di me li doglia |
per la pietà che 'l vostro gabbo ancide, |
la qual si crïa nella vista morta |
degli occhi, ch'ànno di lor morte voglia. |
[7] Questo sonetto si divide in due parti. Nella prima dico la cagione per che non mi tengo di gire presso di questa donna; nella seconda dico quello che mi diviene per andare presso di lei, e comincia questa parte quivi e quand'io vi sono presso.
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