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I testimoni - K  
 

Descrizione


sede
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana.

segnatura
Ms. Chigiano L. VIII. 305.

luogo
Toscana (Monaci).

data
Metà del secolo XIV circa, al secondo quarto secondo G. Borriero.

contenuto
cc. IIIr-IVv: indice (rubrica c. IIIr, "Sonetti e' Canzoni di diversi Poeti con l'interpretationi").
cc. 1r-55v (fasc. I-VIII): canzoni e ballate degli autori maggiori dello Stil Novo, seguiti da alcuni minori:
- Guido Guinizzelli (cc. 1r-2v, fasc. I).
- Guido Cavalcanti e Guido e Jacopo Cavalcanti (cc. 3r-6v, fasc. I).
- Dante Alighieri, Vita Nova (cc. 7r-27v, fasc. I-IV. A c. 7r si trova la rubrica: "Dante allaghieri", con il titolo in una nota nel margine destro: "Vita Nuova").
- Cino da Pistoia, una canzone aggiunta da una mano successiva (c. 27v, fasc. IV).
Dante (cc. 29r-38v, fasc. V-VI).
- Guido Cavalcanti, Fresca rosa novella (c. 39r, fasc. VI).
- Cino da Pistoia (cc. 39v-45r, fasc. VI-VII).
- Francesco Ismera, Caccia da Castello, Lupo degli Uberti, Lapo Gianni e Dino Frescobaldi (cc. 45r-55v, fasc. VII-VIII).
cc. 56r-63r (fasc. VIII-IX): sonetti di Guido Cavalcanti, Dante, Guido Guinizzelli, Cino da Pistoia e di loro corrispondenti.
cc. 63v-70r (fasc. IX-X): canzoni e ballate di autori stilnovisti e pre-stilnovisti: Cino da Pistoia, Noffo d'Oltrarno, Gianni Alfani, Monaldo da Sofena, Bonagiunta da Lucca, Onesto da Bologna, Lapo Gianni, Tommaso da Faenza, Baldo Fiorentini e Polo di Lombardia.
cc. 70r-78r (fasc. X-XI): sonetti di Cino da Pistoia, Noffo Bonaguida, Dino Frescobaldi, Maestro Rinuccino e adespoti.
cc. 78r-84v (fasc. XI-XII): canzoni e ballate di autori della scuola poetica siciliana e di altri pre-stilnovisti: Federico II, Re Enzo, Rinaldo d'Aquino, Giacomo da Lentini, Semprebene da Bologna, Monte Andrea, Pier della Vigna, Mazzeo di Ricco, Il Saladino.
cc. 84r-121r (fasc. XII-XVI): sonetti di autori vari, raggruppabili in tre sezioni:
- sonetti di Cino da Pistoia, Onesto da Bologna, Noffo Bonaguida, Terino da Castelfiorentino, Nicola Muscia, Monaldo da Sofena, Dino Frescobaldi e loro corrispondenti (cc. 84r-100r, fasc. XII-XIV).
- sonetti adespoti di Cecco Angiolieri e di altri rimatori comico burleschi, unitamente ad alcuni di poeti stilnovisti (Cino da Pistoia, Dino Frescobaldi) e "municipali" (Guido Orlandi) (cc. 100r-120r, fasc. XIV-XVI).
- sonetti e una canzone di Francesco Petrarca, aggiunte di mano successiva (cc. 120r-121r, fasc. XVI).

supporto
Membranaceo (tranne quattro carte, in parte occupate dall'indice, cartacee e aggiunte successivamente).

fogli
Cc. II + IV (cartacee) + 122 + II (280 x 230 mm). Bianca, oltre ai fogli di guardia e al primo e quarto dei fogli cartacei, l'intera c. 28.

fascicolazione
Il codice è costituito da sedici fascicoli, perlopiù quaderni: tali erano in origine i fascicoli I-III e VI-XVI: oggi l'XI è un duerno, il XIV un sesterno (con spaghi di legatura doppi: un altro caso è all'inizio del fascicolo VIII, tra le cc. 54v e 55r), a causa dello spostamento di due fogli: le cc. 115r-118v vanno infatti ricollocate tra le cc. 76v e 77r. Il fascicolo IV è un duerno, il V un trierno. Sono presenti richiami per il fascicolatore alle cc. 8v, 16v, 24v, 34v, 42v, 50v, 58v, 66v, 74v, 78v, 86v, 94v, 102v, 110v. La corrispondenza tra fascicoli e carte è la seguente: I: cc. 1-8; II: cc. 9-16; III: cc. 17-24; IV: cc. 25-28; V: cc. 29-34; VI: cc. 35-42; VII: cc. 43-50; VIII: cc. 51-58; IX: cc. 59-66; X: cc. 67-74; XI: cc. 75-78; XII: cc. 79-86; XIII: cc. 87-94; XIV: cc. 95-106; XV: cc. 107-114; XVI: cc. 115-122.

specchio
31-32 righe.

mani
Mano a: di copista toscano appartenente al cosiddetto gruppo Strozziano nella famiglia Barberiniana dei codici della Divina Commedia. È la mano principale, che ha esemplato le cc. 1r-120r.
Mano b: responsabile dell'aggiunta alle cc. 120r-121v, risale alla metà del secolo XIV, o forse più probabilmente all'ultimo quarto (Borriero). Va notato che questo copista ha tentato di avvicinarsi il più possibile alla grafia della mano principale.
Mano c: responsabile dell'aggiunta di c. 27v, della prima metà del secolo XV: si tratta secondo G. Pomaro della mano di Coluccio Salutati.
Mano d: nota di possesso di Antonio di Coluccio Salutati (1381-post 1460) a c. 121r.
Mano e: nota di possesso di Ludovico Girolamo da Meleto a c. 121v.
Mano f: responsabile dell'aggiunta di c. 121v, del secolo XV.
Mano g: responsabile della stesura dell'indice, va forse identificata in quella di Crescimbeni.

decorazione
Rubriche in rosso (si tratta normalmente di rubriche attributive: solo sporadicamente viene indicato il tema del testo). Iniziali rabescate in rosso e azzurro alternatamente. I segni di paragrafo sono impiegati per indicare l'inizio delle strofe di canzoni e ballate; nel corso della Vita Nuova sono usati anche per segnare il ritorno alla prosa dopo i testi poetici. Si hanno iniziali rabescate di dimensioni maggiori all'inizio delle sezioni di canzoni e ballate di Guido Guinizzelli (c. 1r), Guido Cavalcanti (3r), Dante (29r) e Cino da Pistoia (39r), nonché per l'incipit della Vita Nuova (7r). In evidenza anche l'inizio della sezione di autori della scuola poetica siciliana, per quanto l'iniziale sia di dimensioni leggermente inferiori.
Fanno eccezione a questi criteri decorativi le aggiunte seriori: i testi di cc. 27v e 121v presentano semplicemente iniziali dell'incipit e delle strofe di dimensioni maggiori. Per i testi di Petrarca (cc. 120r-121r) è stato previsto lo spazio per delle iniziali, poi non realizzate (perlopiù si recuperano dal suggerimento per il miniatore).

legatura
Cartoni rivestiti di pergamena verde con filettature d'oro e lo stemma dei Chigi in oro sui due lati. Sul dorso reca il titolo "Canzonero antico". La legatura è forse stata eseguita nel secolo XVII.

numerazione
Cartulazione moderna in alto a destra, quasi tutta a matita, da 1 a 130, comprendente i fogli di guardia e le altre carte aggiunte posteriormente. Le escludono due numerazioni meno recenti a penna da 1 a 121 (seguite dalla cartulazione più moderna, stampigliata in basso a destra): la più antica, del secolo XV, leggibile solo a tratti per rifilatura del codice; la seconda, di mano dei secoli XV-XVI, in cifre parte romane parte arabe, è stata talora erasa.

marginalia
In alcune delle carte (7r-v, 9r, 10v-11r, 12r, 19v-20v, 21v) occupate dalla Vita Nuova postille marginali con traduzioni dei passi latini (quasi tutti). Accanto ai primi due sonetti dello stesso testo postilla-rubrica: "Sonetto" (cc. 8r, 9r). Sono state tutte realizzate in modulo minore dalla mano a.

storia
Il codice appartenne ad Antonio di Coluccio Salutati (1381-post 1460). Noto agli eruditi fino dal Seicento come "Ms. Strozzi", fu portato a Roma dall'erudito e bibliofilo fiorentino Carlo di Tommaso Strozzi, mentre mons. Federigo Ubaldini (1610-1657) attendeva all'edizione dei Documenti d'Amore di Francesco da Barberino per conto della casa Barberini. Doveva essere ancora nelle sue mani quando passò al servizio dei Chigi.

Note.
c. 121r: "Liber est Antonij Dominj Coluccij de salutatis".
c. 121r: "lodovicho Girolamo digovanfrancescho dinicholaio dipiero dameleto esto in botega dibenedeto di tucco maneti echonpagnio efrancescho dinicholaio dameleto fatti addj 4 dimaggio 154" (da emendarsi forse in 1454).

bibliografia
Fonti per la descrizione: Dante Alighieri, La Vita Nuova, a cura di Michele Barbi, Firenze, Bemporad, 1932, pp. XIX-XXII; Giovanni Borriero, Nuovi accertamenti sulla struttura fascicolare del canzoniere Vaticano Chigiano L. VIII. 305, in "Critica del testo" I, 1998, pp. 723-750.
Studi: Michele Barbi, Studi sul canzoniere di Dante, Firenze, Sansoni, 1915, passim; Bruno Panvini, Studio sui manoscritti dell'antica lirica italiana, in "SFI" 11, 1953, pp. 5-135 (in particolare pp. 42-54); Giovanni Borriero, "Quantum illos proximius imitemur, tantum rectius poetemur". Note sul Chigiano L. VIII. 305 e sulle "antologie d'autore", in "Anticomoderno" III, 1997, pp. 259-286; Giovanni Borriero, Sull'antologia lirica del Due e Trecento in volgare italiano. Appunti (minimi) di metodo, in "Critica del testo" II, 1999, pp. 195-219; Paolo Trovato, Il testo della Vita Nuova e altra filologia dantesca, Roma, Salerno Editrice, 2000, passim.
Edizione: E. Monaci, Il Canzoniere Chigiano L.VIII.305, in "Il Propugnatore" X/1, 1877, pp. 124-163, 289-342; X/2, 1877, pp. 334-413; XI/1, 1878, pp. 187-264, 303-332.

note




UniversitÓ degli Studi di Pavia
Dipartimento di Scienza della Letteratura e dell'Arte Medievale e Moderna
CIBIT