Beatrice
Edizione semi diplomatica 
 
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VNG  [c. 187]

che sfogasser lo cor, piangendo lei. | [6]  Voi udirete lor chiamar sovente | la mia donna gentil, che se n'è gita | al secol degno della sua virtute; | e dispregiar talora questa vita, | in persona dell'anima dolente, | abandonata della sua salute. | [Capitolo 22]  [1] Poi che detto ebbi questo sonetto, pensandomi chi questi era a cui lo 'ntendea dare quasi come per lui facto, vidi che povero mi parea lo servigio e nudo a così distrecta




Università degli Studi di Pavia
Dipartimento di Scienza della Letteratura e dell'Arte Medievale e Moderna
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