VNG [c. 188]
persona di questa gloriosa.
[2] E però anzi che io li dessi questo soprascripto sonetto, dissi due stantie d'una canzone, l'una per costui veracemente e l'altra per me, avegna che paia l'una e l'altra per una persona detta, a chi non guarda sottilmente; ma chi sottilmente le mira vede bene che diverse persone parlano, acciò che l'una non chiama sua donna costei, e l'altra sì, come appare manifestamente.
[3] Questa canzone e questo soprascripto sonetto li diedi, dicendo io lui che per lui solo facto l'avea.
[4] La canzone comincia Quantunque volte e à due parti. Nell'una, cioè nella prima stantia, si lamenta questo mio caro e distrecto a·llei; nella seconda mi lamento io, cioè nell'altra stantia, che comincia E' si raccoglie nelli miei. E così appare che in questa canzone si lamentano due persone, l'una delle quali si lamenta come frate e l'altra come servo.
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Quantunque volte, lasso, mi rimembra |
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