VNG [c. 192]
gli occhi e vidi lungo me uomini alli quali si convenia di fare onore, e riguardavano quello che io facea.
[2] E secondo che mi fu detto poi, elli erano stati già alquanto anzi che io me ne accorgesse. Quando li vidi, mi levai, e salutando loro dissi: «Altri era testé meco, perciò pensava».
[3] Onde, partiti costoro, ritornaimi alla mia opera, cioè del disegnare figure d'angeli; e faccendo ciò, mi venne uno pensiero di dire parole quasi per annovale, e scrivere a costoro li quali erano venuti
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